Umanizzazione delle Cure in Sanità: in che modo l’Intelligenza Relazionale® può potenziarne i risultati. 

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Da sempre lavoriamo con il personale sanitario per aumentare la diffusione dell’Intelligenza Relazionale® nelle strutture sanitarie. Recentemente abbiamo avuto il privilegio di contribuire alla scrittura del libro “Manuale per navigare la complessità nell’ospedale del futuro”, di cui abbiamo curato il Capitolo 24 “Comunicare per curare”. Questo lavoro rappresenta per noi un’importante occasione per condividere la nostra esperienza nell’ ambito della comunicazione e Umanizzazione delle Cure. 

Foto copertina libro in blu con ospedale a forma di nave

Cosa si intende per Umanizzazione delle Cure. 

L’Umanizzazione delle Cure comprende l’adozione di un approccio olistico che prende in considerazione tutte le dimensioni dell’individuo: biologica, psicologica, spirituale, relazionale e morale. Questo concetto implica il riconoscimento della complessità e unicità di ogni paziente, la capacità di ascolto attivo e l’empatia. Inoltre, promuove la creazione di un ambiente di cura che supporti non solo il benessere fisico, ma anche quello emotivo e spirituale, valorizzando la dignità e l’autonomia del paziente. Questo approccio mira a migliorare la qualità complessiva dell’assistenza sanitaria, rendendo il percorso di cura più umano e rispettoso delle esigenze individuali. 

Cos’è l’Intelligenza Relazionale® e che ruolo ha nell’Umanizzazione delle Cure intesa come capacità di entrare in relazione. 

L’Intelligenza Relazionale® è un vasto insieme di competenze che si concentrano sul miglioramento delle relazioni e della comunicazione. La metodologia che si ottiene dall’utilizzo combinato di queste competenze permette di riconoscere e regolare le proprie emozioni e di rispondere in modo appropriato a quelle degli altri, creando un clima di fiducia e collaborazione. 

Utilizzare questo particolare tipo di metodologia (o, se vogliamo, di Intelligenza) permette ai medici, e al personale sanitario in genere, di riconoscere e gestire le emozioni dei pazienti (oltre che le proprie), di comunicare in modo efficace e di adattarsi ai diversi contesti relazionali. 

L’uso dell’Intelligenza Relazionale® implica lo scambio comunicativo, in una modalità atta a prevenire fraintendimenti e conflitti. Questa capacità è fondamentale sia nella relazione tra personale sanitario e pazienti, sia nella relazione con i colleghi. Sviluppare l’Intelligenza Relazionale® è fondamentale per costruire ambienti di lavoro e contesti sociali basati sulla cooperazione e sulla fiducia reciproca, instaurando legami più profondi e sinceri, migliorare l’efficacia professionale e promuovendo un benessere emotivo duraturo. 

Nell’ambito dell’Umanizzazione delle Cure, l’Intelligenza Relazionale® gioca un ruolo cruciale. L’Umanizzazione delle Cure si basa sulla capacità di entrare in relazione profonda con i pazienti, riconoscendo e rispettando le loro emozioni e bisogni. Questo approccio migliora la qualità dell’assistenza fornita e favorisce una maggiore aderenza ai trattamenti da parte dei pazienti. 

Per il personale sanitario non si tratta solo di esprimere le proprie competenze tecniche, ma anche capacità relazionali che permettano di connettersi autenticamente con i pazienti. L’Intelligenza Relazionale® aiuta il personale sanitario a sviluppare empatia, un elemento fondamentale per comprendere le esperienze e le emozioni dei pazienti. Questo non solo facilita la comunicazione e riduce i malintesi, ma crea anche un ambiente di cura più accogliente e sicuro. 

L’empatia, insieme alla gestione efficace delle emozioni, permette al personale sanitario di rispondere in modo appropriato alle situazioni stressanti, migliorando il benessere emotivo con pazienti e con i colleghi. In particolare, la capacità di comunicare chiaramente e di ascoltare attivamente, componenti chiave dell’Intelligenza Relazionale®, è essenziale per costruire relazioni di fiducia con i pazienti, indispensabile anche per il miglioramento della loro aderenza alle terapie. 

L’Umanizzazione delle Cure come capacità di entrare in relazione: i benefici dell’uso dell’Intelligenza Relazionale®.

Prendersi cura di una persona malata nasce e si sviluppa all’interno di una relazione tra individui: il paziente che richiede assistenza e il personale sanitario, incluso il medico, che offre la propria disponibilità a fornire aiuto. Il modello attuale di questa relazione prevede che, quando il paziente è in grado di comprendere ed esprimere le proprie preferenze, il medico ha il dovere di informarlo adeguatamente per metterlo nelle condizioni di decidere autonomamente e di accogliere tali decisioni, anche se non perfettamente in linea con il quadro clinico. Potrebbe quindi accadere che alcune decisioni del paziente possano essere in conflitto con il suo migliore interesse o con il dovere di garanzia del medico. Il dialogo e la comunicazione diventano quindi elementi indispensabili per creare una dinamica di fiducia. 

L’Intelligenza Relazionale® offre numerosi benefici nell’Umanizzazione delle Cure, favorendo un ambiente di fiducia e collaborazione. Permette al personale sanitario di creare e mantenere relazioni più profonde e sincere con i pazienti, basate sulla fiducia e la collaborazione. Un ambiente di fiducia è fondamentale per una cura efficace, dove il paziente si sente compreso e rispettato. Il personale sanitario con elevate competenze relazionali, inoltre, è più efficace nel lavoro di squadra, nella gestione dei conflitti e nella promozione di un ambiente di lavoro positivo. La capacità di comunicare chiaramente e di ascoltare attivamente facilita la collaborazione interdisciplinare, migliorando la qualità delle cure. 

Alcuni elementi del modello di comunicazione promosso dall’Intelligenza Relazionale® risultano fondamentali per questi obiettivi. In particolare: 

Ascolto Attivo: che significa prestare piena attenzione a ciò che il paziente sta dicendo, cercando di comprendere i suoi sentimenti e le sue emozioni. 

Empatia: che si esprime dimostrando comprensione e condivisione delle emozioni del paziente, attraverso parole e gesti. 

Chiarezza e Trasparenza: che consiste nel comunicare in modo chiaro e onesto, fornendo tutte le informazioni necessarie in modo comprensibile. 

Riconoscere le Emozioni: che prevede di essere in grado di riconoscere e gestire le proprie emozioni e quelle dei pazienti, cruciale per mantenere un clima di collaborazione e fiducia. La gestione delle emozioni comprende sia la capacità di esprimere in modo appropriato le proprie emozioni, sia quella di aiutare i pazienti a fare lo stesso. 

Conclusioni: verso un’assistenza sanitaria Umana. 

Negli ultimi decenni, mentre la qualità, la sicurezza e l’efficienza delle procedure diagnostiche e terapeutiche sono migliorate notevolmente, l’attenzione alla persona malata, ai suoi bisogni e alle sue aspettative non ha visto un’analoga crescita. Questa mancanza di attenzione ha portato a situazioni disumanizzanti e depersonalizzanti, creando problematiche nella relazione tra tutti gli attori della cura: operatori sanitari, pazienti, famiglie e caregiver. 

Questa situazione è influenzata non solo dall’organizzazione del sistema sanitario, dagli spazi di cura e dai turni di lavoro, ma anche dalla necessità di reintrodurre un aspetto di “cuore” nell’assistenza al malato. La solidarietà e il prendersi cura devono riacquistare il loro significato autentico, ristabilendo un rapporto umano tra operatori sanitari e pazienti, dove la tecnica si accompagna alla relazione umana. Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale un’adeguata formazione del personale sanitario, che non solo deve acquisire competenze tecnico-scientifiche, ma anche sviluppare una sensibilità ai problemi dei pazienti e comprendere le responsabilità deontologiche, etiche e sociali dell’azione di cura. 

Questa formazione deve coinvolgere mente, cuore, volto e mani, promuovendo la crescita di operatori sanitari capaci di attenzione per la persona malata e di interazione comunicativa con essa. Formare ogni operatore sanitario a una corretta interazione comunicativa con il paziente dovrebbe essere uno degli obiettivi principali per rendere le cure più umane e adeguate alle persone malate.  

In sintesi, l’Intelligenza Relazionale® è un elemento chiave nell’Umanizzazione delle Cure. Migliora le relazioni interpersonali, facilita una comunicazione efficace e promuove un ambiente di cura basato sulla fiducia e la collaborazione. Questo approccio è essenziale per affrontare le sfide della sanità moderna e per garantire che i pazienti ricevano un’assistenza che rispetti e valorizzi la loro dignità e individualità. (Intelligenza Relazionale® è un marchio registrato di proprietà esclusiva di Pirovano Monti Associati.)

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Leggi il nostro articolo sull’Intelligenza Relazionale® e la metodologia Sorprendere®: clicca qui.

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